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Livro · Ciências Humanas · 2012 · Italiano

Il critico e l’attore: Silvio D’Amico e la scena italiana di inizio Novecento

Donatella Orecchia

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Resumo

In quarant’anni di ininterrotta attività, Silvio d’Amico ha influenzato la scena italiana del Novecento come pochi altri uomini di teatro hanno saputo fare. A partire dai suoi esordi come critico ‘militante’ sulle pagine dell’«Idea Nazionale », ha perseguito con rara coerenza e costanza la sua battaglia per una scena rinnovata e contro il modello ottocentesco del Grande Attore e delle compagnie di giro. Per comprendere il suo percorso, culminato in una delle più resistenti egemonie culturali in campo teatrale che l’Italia del Novecento abbia conosciuto, è necessario porre in relazione la sua voce con le molte che hanno animato la vita culturale e teatrale italiana in particolare negli anni Venti e Trenta: innanzitutto gli attori (Zacconi, Novelli, la Melato, Ruggeri, la Galli, la Duse, Petrolini, la Abba, Tofano, la Pavlova); poi, i direttori di compagnia come Talli, i registi e teorici del teatro come Bragaglia; gli scrittori come Bontempelli e Pirandello e infine i critici di diversa formazione (Gobetti, Gramsci, Bertuetti, Praga, Simoni, e molti altri).

Tipo
Livro
Área
Ciências Humanas
Ano
2012
Idioma
Italiano
Licença
CC BY-NC-ND
DOI
10.4000/books.aaccademia.237

Como citar (ABNT)

ORECCHIA, Donatella. Il critico e l’attore: Silvio D’Amico e la scena italiana di inizio Novecento. [S. l.]: Accademia University Press, 2012. DOI: 10.4000/books.aaccademia.237.

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